LA COLLANA MAUPASSANT PDF

Non potendo far lussi, si vestм con semplicitа, ma fu infelice, come se fosse degradata; perchй le donne non appartengono a una casta o a una razza: bellezza, grazia e fascino sostituiscono per loro nascita e famiglia. Soffriva di continuo, sentendosi destinata a tutte le delicatezze, a tutti i lussi; soffriva per la povertа del suo appartamento, per la miseria delle pareti, per le seggiole consumate, la bruttezza delle stoffe. Nel vedere la piccola bretone che le faceva il servizio, si destavano in lei desolati rimpianti, vaghi sogni. Pensava ad anticamere silenziose, ovattate da parati orientali, illuminate da grandi torciere di bronzo, a due valletti in polpe che sonnecchiavano nelle grandi poltrone, intorpiditi dal caldo pesante del calorifero. Pensava a grandi sale rivestite di sete antiche, a mobili pregiati adorni di ninnoli preziosi, a salotti civettuoli, profumati, fatti apposta per le conversazioni del pomeriggio cogli amici piщ intimi, gli uomini piщ noti e ricercati, coloro che tutte le donne invidiano, desiderano, vorrebbero per sй.

Author:Murr Mole
Country:Lithuania
Language:English (Spanish)
Genre:Software
Published (Last):3 March 2010
Pages:365
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ISBN:694-3-41410-871-1
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Non potendo far lussi, si vestм con semplicitа, ma fu infelice, come se fosse degradata; perchй le donne non appartengono a una casta o a una razza: bellezza, grazia e fascino sostituiscono per loro nascita e famiglia. Soffriva di continuo, sentendosi destinata a tutte le delicatezze, a tutti i lussi; soffriva per la povertа del suo appartamento, per la miseria delle pareti, per le seggiole consumate, la bruttezza delle stoffe.

Nel vedere la piccola bretone che le faceva il servizio, si destavano in lei desolati rimpianti, vaghi sogni. Pensava ad anticamere silenziose, ovattate da parati orientali, illuminate da grandi torciere di bronzo, a due valletti in polpe che sonnecchiavano nelle grandi poltrone, intorpiditi dal caldo pesante del calorifero.

Pensava a grandi sale rivestite di sete antiche, a mobili pregiati adorni di ninnoli preziosi, a salotti civettuoli, profumati, fatti apposta per le conversazioni del pomeriggio cogli amici piщ intimi, gli uomini piщ noti e ricercati, coloro che tutte le donne invidiano, desiderano, vorrebbero per sй.

Quando sedeva a desinare davanti alla tavola tonda coperta dalla tovaglia di tre giorni avanti, di fronte al marito che scoperchiava la zuppiera esclamando estasiato: - Ah, che bella minestra! Non aveva bei vestiti, non aveva gioielli; ed erano le sole cose che le piacessero, quelle per cui si sentiva nata.

Avrebbe tanto desiderato piacere, essere invidiata, essere seducente, corteggiata. Piangeva per giornate intere, di rimpianto, di disperazione, di sconforto. Una sera il suo marito ritornт a casa tutto trionfante, tenendo in mano una grande busta: - Tieni, - disse, - ecco una cosa per te.

Non andiamo mai in nessun posto, e questa и una bella, una magnifica occasione. Ci sarа tutta la societа governativa.

Lei lo fissava corrucciata e disse con voce impaziente: - Che cosa vuoi che mi metta addosso, per andare in un posto come quello? Non ci aveva pensato; balbettт: - Il vestito che ti metti per andare al teatro; mi pare molto bello.

Tacque, stupito e confuso, nel vedere che sua moglie piangeva. Due lacrimone colavano lentamente dagli angoli degli occhi agli angoli della bocca. Soltanto che non ho vestiti e alla festa non ci posso venire. Loisel era dispiaciuto; disse: - Via, Mathilde Quanto verrebbe a costare un vestito decente, che ti potrebbe servire anche in altre occasioni, qualcosa di semplice?

Alla fine rispose, esitando: - Non saprei con esattezza, ma penso che potrei farcela con quattrocento franchi. Eppure rispose: - Va bene. Ti do quattrocento franchi.

Ma guarda di farti fare un bel vestito. Eppure il vestito era pronto. Una sera suo marito le chiese: - Che hai, Mathilde? Lei rispose: - Mi dispiace di non avere nemmeno un gioiello, una pietra, una cosa qualunque da mettermi addosso. Chissа come sembrerт misera Quasi quasi preferirei non andare alla festa. Con dieci franchi ti puoi comprare due o tre rose magnifiche.

Mathilde non pareva convinta: - No, no Il marito esclamт: - Quanto sei sciocca! Vai dalla tua amica, la signora Forestier, e fatti prestare un gioiello da lei. Siete abbastanza amiche perchй tu lo possa fare. Ella mandт un gridolino di gioia: - И vero. Non ci avevo pensato. Il giorno dopo andт dalla sua amica e le raccontт in quale imbarazzo si trovasse. Si provava i gioielli davanti allo specchio, esitava, non sapeva decidersi a toglierseli, a rimetterli dentro.

Ad un tratto Mathilde scoprм in una scatola di raso nero una collana di diamanti, magnifica: sentм una voglia smodata tumultuarle nel cuore. Nel prenderla le tremavano le mani. Esitante e piena di paura chiese: - Potresti prestarmela, questa, questa soltanto?

Venne la sera della festa. La signora Loisel trionfт. Era la piщ bella di tutte, elegante, graziosa, sorridente, fuor di sй dalla gioia. Tutti i segretari di gabinetto vollero ballare il valzer con lei. Il ministro la notт. Andт via alle quattro di mattina. Suo marito da mezzanotte stava dormendo in un salottino insieme ad altri tre signori le cui mogli si divertivano moltissimo. Mathilde se ne accorse e volle scappar via per non essere vista dalle altre donne che si stringevano addosso le loro ricche pellicce.

Loisel la trattenne: - Aspetta un momento. Piglierai un malanno. Vado a chiamare una carrozza. Ma lei non gli diede retta e scese rapidamente la scala. Andarono verso la Senna, senza piщ speranze, tremando di freddo.

Finalmente, sul lungosenna, trovarono una di quelle carrozzelle nottambule che a Parigi escono fuori soltanto la notte, come se si vergognassero di mostrare alla luce la loro miseria. Era finito, pensava lei. E lui pensava che alle dieci sarebbe dovuto essere al ministero.

Mathilde si levт il soprabito che le copriva le spalle, davanti allo specchio, per potersi vedere ancora una volta in tutto il suo splendore. Gettт un grido improvviso. Non aveva piщ la collana! Mathilde si voltт verso di lui, sgomenta: - Ho perso la collana Lui si rizzт, esterrefatto: - Cosa? Cercarono tra le pieghe del vestito, del mantello, nelle tasche, dappertutto. Hai visto che numero aveva? Si guardarono atterriti. Finalmente Loisel si rivestм. E uscм. Loisel tornт alle sette, senza aver trovato nulla.

Andт alla prefettura di polizia, ai giornali per promettere una ricompensa, alla societа delle carrozze, ovunque un barlume di speranza lo sospingesse. Mathilde aspettт per tutta la giornata nello stesso stato di prostrazione, davanti a quel tremendo disastro. Loisel tornт a casa la sera, col viso incavato, pallido; non aveva trovato nulla.

Avremo tempo di pensare qualcosa. Mathilde scrisse quel che lui dettт. In capo a una settimana avevano perso qualunque speranza. In una bottega del Palazzo Reale trovarono un rosario di diamanti che pareva preciso a quello che cercavano.

Valeva quarantamila franchi. Potevano darlo per trentaseimila. Pregarono il gioielliere di non venderla per tre giorni. Loisel possedeva diciottomila franchi che gli aveva lasciato suo padre. Il resto lo avrebbe preso in prestito. Andт a chiedere mille franchi da questo, cinquecento da quello, cinque luigi qui, tre luigi lа. Firmт cambiali, prese impegni disastrosi, ebbe a che fare con usurai e con ogni specie di strozzini.

Compromise tutto il resto della sua vita, rischiт la sua firma senza neanche sapere se avrebbe potuto farle onore e, angosciato dal pensiero del futuro, della miseria nera che gli sarebbe caduta addosso, dalla prospettiva delle privazioni fisiche e delle torture morali, andт a comprare la collana nuova, posando sul banco del gioielliere i trentaseimila franchi.

Se si fosse accorta dello scambio, che cosa avrebbe pensato? Poteva anche considerarla una ladra. Vi si adattт subito, eroicamente.

Era necessario pagare quel tremendo debito. Lo avrebbe pagato. Licenziarono la servetta, cambiarono casa: andarono a stare in una soffitta.

Mathilde conobbe le piщ dure faccende, le piщ odiose fatiche della cucina. Rigovernт, rovinandosi le unghie rosa sui piatti unti, sui tegami. Lavт la biancheria sudicia, le camicie, gli stracci, stendendoli ad asciugare su una corda stesa.

Tutti i mesi dovevano pagare cambiali, rinnovarne altre, guadagnar tempo. Questa vita durт dieci anni. Mathilde pareva una vecchia. Era diventata la donna forte, dura, rude, delle famiglie povere. Eppure, qualche volta, quando suo marito era in ufficio, si sedeva accanto alla finestra e pensava a quella serata, a quel ballo in cui era stata tanto bella e tanto festeggiata.

Che sarebbe accaduto se non avesse perso la collana? Chi lo sa? Quanto poco ci vuole per perdersi o salvarsi!

DELITTI DELLA RUE MORGUE PDF

La collana (racconto)

La famiglia Maupassant era originaria della Lorena ed era stata nobilitata da Francesco I con il titolo marchionale nel Fu una donna dalle non comuni doti letterarie, appassionata dei classici, in particolare di Shakespeare. I suoi frequenti tradimenti e i continui litigi portarono presto i coniugi alla separazione. Il ragazzo ama passeggiare con la madre per i sentieri fra i campi e in riva al mare, compiere lunghe escursioni con i coetanei e parlare patois con i contadini. Nel , scoppiata la guerra franco-prussiana , si arruola come volontario. Durante questi anni di tedioso lavoro burocratico trascorre i soli momenti di svago andando in canoa sulla Senna di domenica e durante le vacanze.

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Guy de Maupassant

Allora prende i soldi che stava da molto tempo risparmiando per potersi comprare un fucile da caccia e li dona alla moglie. La donna compra subito un vestito adatto al ricevimento e i gioielli prende in prestito dalla sua ricca amica, signora Forestier. Al ballo, la signora Loisel perde una grande collana di diamanti. La famiglia ha deciso di non dire a Jeanne della perdita e comprarle la stessa collana. La signora Loisel diventa la donna forte, rude e perde la sua bellezza dopo questi anni di lavoro duro. La madama Loisel decide raccontare alla sua amica della sostituzione della collana e del rimborso del debito immenso. Analizza in modo dettagliato i personaggi principale da un punto di vista fisico e psicologico I personaggi principali sono tre: Mathilde Loisel la moglie di un piccolo funzionario del Ministero della Pubblica Istruzione; il marito della signora Loisel; la ricca amica di Mathilde, Jeanne Forestier.

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